Durante la sua lunga carriera si è battuto per il cibo a un giusto prezzo
Andrea Fiori
22 maggio - 09:37 - MILANO
Carlo Petrini, il visionario fondatore del movimento mondiale Slow Food e di Terra Madre, si è spento ieri sera nella sua casa di Bra all'età di 76 anni. Noto affettuosamente come "Carlin", Petrini ha rivoluzionato il modo in cui il mondo intero percepisce il cibo, considerandolo un vero e proprio atto politico legato a doppio filo con la biodiversità, la giustizia sociale e la tutela delle tradizioni. Tra i suoi più grandi motivi d'orgoglio figura l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, un'eccellenza internazionale nata contro ogni scetticismo iniziale, tanto che lui stesso ricordava: "L’abbiamo ristrutturata senza soldi. Nessuno ci credeva. E invece... Sono venuti a studiarci da Harvard".
carlo petrini morto a 76 anni
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La filosofia di vita e l'attivismo di Petrini si basavano su concetti semplici ma dirompenti. Una delle sue regole fondamentali per guardarsi negli occhi e ragionare sul futuro era: "Sediamoci a tavola". Ostinato sostenitore del fatto che sogni e visioni potessero trasformarsi in progetti concreti, amava ripetere che "Chi semina utopia raccoglie realtà". Questa spinta lo portò a fondare Arcigola nel 1986, diventata poi Slow Food a Parigi nel 1989 come antidoto alla "fast life", e a coniare nel 2005 il celebre slogan di un cibo "Buono, pulito e giusto", una formula incentrata sul rispetto del produttore, del consumatore e del giusto prezzo fuori dalle spietate dinamiche globali.
il ricordo del ministro lollobrigida
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La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione e unanime cordoglio anche nel mondo politico. Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, lo ha ricordato come un uomo che "si era battuto per il diritto al cibo di qualità, per la libertà dei popoli, per la difesa dei più deboli e della Terra Madre". Il ministro ha rievocato i loro incontri, l'entusiasmo travolgente di Petrini e la sua straordinaria capacità di dialogare con chiunque, sottolineando come ironizzasse sul fatto di essere "un comunista amico dei papi e dei re", forte della stima di Papa Francesco e di Re Carlo III d'Inghilterra. Lollobrigida ha concluso con un ringraziamento: "Grazie, Maestro. Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti".
il legame con il piemonte
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Anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha espresso il suo dolore per la perdita di un caro amico e di "un uomo straordinario che ha cambiato la cultura agricola del nostro Paese e del mondo intero". Cirio ha evidenziato come Petrini abbia insegnato a tutti che "la sostenibilità e il rispetto della natura sono un atto politico, civico e umano prima che ambientale; che quella contadina non è un'attività, ma una cultura che deve essere giusta e avere dignità ovunque la si pratichi". Per il Piemonte si tratta di un lutto doloroso, poiché le creature di Petrini hanno plasmato l'eccellenza stessa del territorio, lasciando una comunità che ora ha l'onore e l'onere di portare avanti la sua immensa eredità.


