Acquisti online extra-UE, dal 1° luglio aumentano i costi sui piccoli pacchi: ecco perché

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Per la merce sotto i 150 euro entra in vigore una nuova tassa UE di 3€ e una del Governo Italiano di 2€

22 giugno - 14:35 - MILANO

A partire dal 1° luglio, lo shopping online per i prodotti provenienti da Paesi extra-UE si prepara a subire un'importante cambiamento. Con l'abolizione definitiva della franchigia doganale introdotta nel 1992, i piccoli pacchi di valore inferiore ai 150 euro non godranno più di alcuna esenzione. In Italia, tuttavia, la misura sarà ancora più corposa (se non una vera e propria stangata) a causa di una sovrapposizione temporale: nello stesso giorno entreranno infatti in vigore sia il dazio forfettario europeo di 3 euro a spedizione, sia il contributo nazionale da 2 euro introdotto dall'ultima Legge di Bilancio e precedentemente congelato. Per i consumatori italiani il sovraccarico fisso sarà quindi di 5 euro a pacco, cifra sulla quale verrà poi calcolata anche l'Iva.

le ragioni della tassa sui piccoli pacchi

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Dietro la stretta di Bruxelles e Roma c'è la chiara volontà di arginare l'esplosione dell'e-commerce asiatico e tutelare i mercati interni dalla concorrenza sleale, in particolare dei giganti cinesi del fast fashion e del low-cost. I numeri del fenomeno sono d'altronde colossali: solo nel 2025 i cittadini italiani hanno ordinato ben 396 milioni di articoli da Paesi extra-UE, e il 98% di questi proveniva proprio dalla Cina, con un quarto delle spedizioni composto da capi d'abbigliamento.

Oltre al riequilibrio commerciale, le istituzioni europee giustificano il provvedimento con motivi di sicurezza e sostenibilità ambientale, evidenziando come l'enorme mole di merci a basso costo introduca spesso sul mercato unico prodotti non conformi, con seri rischi per la salute e violazioni della proprietà intellettuale.

Bag with dollars inside parcel, money order concept. 3D rendering

le proteste del comparto del trasporto

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Il mondo imprenditoriale e il comparto dei trasporti sono però molto contrarie e chiedono a gran voce al Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, un passo indietro immediato, quantomeno sulla quota nazionale di 2 euro. Secondo le stime di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), il "modello 3+2" finirà per causare un crollo del 50% dei traffici merci in Italia, traducendosi anche in una riduzione del gettito, in quanto lo Stato rischierebbe di perdere milioni di euro.

Il pericolo concreto è che i grandi corrieri internazionali decidano di bypassare gli scali italiani, preferendo atterrare in hub nordeuropei come Germania o Paesi Bassi per effettuare lo sdoganamento a costi inferiori, per poi trasportare la merce in Italia via camion, penalizzando così l'intera economia logistica del Paese.

La Gazzetta dello Sport

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