A Vigevano il centrosinistra parte in vantaggio ma c'è il 'fattore Vannacci'

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Una sfida incerta, tra alleanze sfumate, inviti a votare scheda bianca o nulla e il rischio di una scarsa affluenza alle urne. Resta di difficile interpretazione il ballottaggio dal quale dovrà uscire il nome del nuovo sindaco di Vigevano (Pavia), il comune più popoloso chiamato al voto in Lombardia. Al primo turno la più votata è stata Rossella Buratti, candidata del centrosinistra sostenuta dall'intero campo largo, con il 34,31%, dieci punti in più di Paolo Previde Massara, appoggiato da Forza Italia e Lab 27029, fermatosi al 24,38%.

L'ala riformista sogna di tornare a occupare la poltrona di primo cittadino nella città ducale dopo 40 anni, cioè dal 1996 quando si impose Valerio Bonecchi, ai tempi una delle figure più autorevoli del Pd in provincia di Pavia. Un risultato possibile perchè, anche se la maggioranza degli elettori vigevanesi ha votato per candidati del centrodestra, le spaccature registrate tra i partiti dello schieramento rischiano di favorire il centrosinistra.

Pesa, per esempio, l'incognita del "fattore Vannacci". Furio Suvilla, l'avvocato appoggiato dal generale e capace al primo turno di raggiungere il 14,21 % (5 punti in più della Lega), ha invitato i vigevanesi a votare scheda bianca o nulla al ballottaggio: "Non appoggeremo chi si definisce di centrodestra ma poi ha paura di prendere posizioni ufficiali sui temi più importanti che riguardano la nostra città", ha detto.

A partire dalle comunali del 2000, Vigevano è diventata un feudo del centrodestra: per due legislature è stato sindaco Ambrogio Cotta Ramusino, esponente di Forza Italia, e dal 2010 sono iniziati 16 anni a guida leghista, prima con due mandati consecutivi di Andrea Sala e infine con l'ultima esperienza di Andrea Ceffa, ora indagato per corruzione e per questo non candidato per un secondo mandato. Ma la Lega è stata la grande sconfitta del primo turno: si è fermata a un modesto 9,3%, un calo consistente rispetto al 27% del 2020. Riccardo Ghia, sostenuto da Lega, Fratelli d'Italia e Noi Moderati, non è andato oltre il 21,45 % ed è rimasto tagliato fuori dal ballottaggio.

Lega e Noi Moderati hanno scelto di lasciare libertà di voto ai loro elettori. "Il nostro invito è di valutare il 'male minore' per Vigevano", ha commentato Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, nominato commissario provinciale del Carroccio dopo la sconfitta al primo turno. Fratelli d'Italia invece si è è schierata pubblicamente a favore di Previde Massara: "Con lui condividiamo alcune priorità programmatiche fondamentali per il futuro della città, a partire dalla sicurezza".    

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