Secondo uno studio di Transport & Environment e Clean Cities, entro il 2040 Milano potrebbe perdere fino a 28.000 posti auto su strada, mentre Roma arriverebbe addirittura a 95.000. La causa è la crescita costante delle dimensioni delle automobili
Luca Giaffreda
26 giugno 2026 (modifica alle 12:06) - MILANO
Le automobili continuano a crescere e le città rischiano di non riuscire più a contenerle. Secondo un nuovo studio pubblicato da Transport & Environment (T&E) insieme a Clean Cities Campaign, entro il 2040 Milano potrebbe perdere tra i 17.000 e i 28.000 parcheggi su strada, mentre Roma vedrebbe sparire tra i 58.000 e i 95.000 posti auto. Uno scenario che interessa gran parte d'Europa: Londra potrebbe perdere fino a 118.000 parcheggi, Berlino oltre 117.000, Madrid circa 41.000, Varsavia 17.000 e Parigi fino a 12.000. Alla base del fenomeno c'è il cosiddetto "gigantismo" delle automobili. Negli ultimi venticinque anni le vetture sono diventate progressivamente più lunghe, più larghe e persino più alte, una tendenza alimentata soprattutto dalla diffusione di Suv e crossover. Se il mercato continuerà a seguire questa direzione, gli attuali stalli di sosta non saranno più sufficienti ad accogliere lo stesso numero di veicoli.
i numeri
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Dal 2000 al 2025 la lunghezza media delle nuove automobili immatricolate in Europa è passata da 4,09 a 4,38 metri, con un aumento del 7,1%, mentre la larghezza è cresciuta da 1,69 a 1,82 metri (+7,7%). Anche il cofano anteriore si è alzato sensibilmente: dai 77 centimetri rilevati nel 2010 si è arrivati agli attuali 84 centimetri, con un incremento di circa il 9%. Secondo T&E il fenomeno non è destinato a fermarsi. Proseguendo con l'attuale ritmo di crescita, entro il 2040 una vettura media potrebbe raggiungere i 4,56 metri di lunghezza e 1,90 metri di larghezza. Dimensioni che, moltiplicate per milioni di veicoli, cambierebbero radicalmente il rapporto tra automobili e spazio pubblico.
i problemi
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La riduzione dei posti auto rappresenta soltanto una delle conseguenze. Veicoli più grandi significano anche masse superiori, consumi energetici maggiori e, nel caso delle elettriche, batterie più capienti che richiedono più materie prime e più energia per essere prodotte e ricaricate. Ma è soprattutto sul fronte della sicurezza stradale che emergono i dati più preoccupanti. Secondo le simulazioni di T&E, se le automobili continueranno a crescere con il ritmo attuale, entro il 2040 si registreranno circa 400 morti in più ogni anno tra pedoni, ciclisti, motociclisti e conducenti di ciclomotori rispetto a uno scenario in cui le vetture tornassero a dimensioni più contenute. Tra le vittime ci sarebbero anche 39 bambini all'anno, il 40% in più rispetto allo scenario "right-sized", che ne stima 28. Nel periodo preso in esame, il bilancio complessivo supererebbe le 2.500 vittime aggiuntive. Alla base di questo incremento c'è soprattutto la crescita dell'altezza del frontale. Un cofano più alto riduce infatti la visibilità immediatamente davanti al veicolo e aumenta la violenza dell'impatto. Secondo lo studio, un aumento di appena 10 centimetri dell'altezza del cofano comporta un incremento del 27% del rischio di morte per un pedone o un ciclista investito. A tutto questo si aggiunge il tema energetico. Se le automobili continueranno a diventare sempre più grandi, entro il 2040 l'Europa avrà bisogno di 22,5 TWh di elettricità aggiuntivi ogni anno, l'equivalente della produzione di circa 1.500 turbine eoliche offshore, oltre a una maggiore richiesta di materiali per la costruzione delle batterie.
perchè succede?
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L'aumento delle dimensioni delle automobili produce effetti molto concreti anche sulla disponibilità di posti auto. Oggi uno stallo di sosta misura mediamente circa 5,20 metri e riesce ad accogliere in modo abbastanza "comodo" una vettura di dimensioni medie, lunga cioè 4,24 metri. Se però la lunghezza media delle vetture continuerà a crescere fino ai valori stimati per il 2040, cioè fino a 4,42 metri di lunghezza, nello stesso spazio in cui oggi posteggiano sette vetture troveranno posto soltanto sei veicoli. Una differenza apparentemente minima, appena 23 centimetri in più per automobile, ma sufficiente a far scomparire decine di migliaia di parcheggi nelle principali città europee senza costruire nemmeno un edificio in più.
LE RICHIESTE
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Per evitare questo scenario, T&E e Clean Cities chiedono all'Unione Europea di intervenire fissando limiti massimi alle dimensioni delle nuove automobili. L'obiettivo non è vietare Suv e crossover, ma fermare la continua crescita delle loro dimensioni e riportare il mercato verso modelli più compatti. Secondo Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia, i costruttori hanno progressivamente privilegiato veicoli sempre più grandi e redditizi, costringendo le città a sacrificare spazio pubblico per adattarsi alle nuove dimensioni delle automobili. Claudio Magliulo, responsabile italiano di Clean Cities, sottolinea invece come auto più grandi significhino anche maggiori rischi per gli utenti più vulnerabili della strada e propone di modulare costi dei parcheggi e fiscalità in funzione delle dimensioni e del peso dei veicoli. Lo scenario definito "right-sized" dagli autori dello studio immagina invece automobili mediamente lunghe circa 4,25 metri e larghe 1,77 metri entro il 2040. Secondo T&E, una scelta di questo tipo permetterebbe di recuperare migliaia di parcheggi, ridurre il consumo di energia e migliorare la sicurezza stradale.
A che punto siamo
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Alcune città stanno già sperimentando misure per limitare l'impatto dei veicoli più ingombranti. Parigi, ad esempio, ha introdotto tariffe di sosta molto più elevate per i Suv più pesanti, arrivando in alcuni casi a triplicare il costo del parcheggio. Parallelamente anche la Commissione Europea e diversi costruttori stanno lavorando al progetto delle cosiddette Small Affordable Cars, conosciute anche come E-Car: una nuova generazione di auto elettriche accessibili che dovrebbe puntare non solo sul prezzo, ma anche su dimensioni più contenute. La sfida dei prossimi anni potrebbe quindi non essere costruire auto sempre più grandi, ma riuscire a progettare vetture capaci di offrire gli stessi livelli di comfort occupando molto meno spazio.


