Il risiko bancario "non sia mera speculazione". È l'auspicio del presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, che per la prima volta ha messo piede nella sede della Borsa italiana a piazza Affari, per presentare un modo diverso di fare finanza, più "etico e sostenibile", come suggeriscono le linee guida della Cei. Nel tempio della finanza italiana il vescovo di Bologna, numero uno della Conferenza episcopale italiana, parla anche inevitabilmente dell'attualità e delle operazioni incrociate fra istituti bancari con al centro Mps.
"Le banche fanno il loro mestiere, che ci siano delle banche che si uniscono, che crescono, fa parte del gioco - sottolinea -. A noi rimane sempre da dire che se è una logica speculativa e meramente finanziaria è pericolosa". Il punto secondo Zuppi è che la finanza per portare alla crescita e al bene comune deve avere al centro la persona, e se questo non avviene "diventa pericoloso per la stessa economia".
Quindi quello che avviene in questi giorni tra istituti bancari se "da una parte è una logica normale di sviluppo, libera iniziativa e crescita" deve avere "sempre le persone al centro e che se questo viene messo in discussione, se c'è soltanto una logica speculativa, è davvero pericoloso". L'esempio in questo senso dovrebbero darlo "prima di tutto i cattolici" ma non solo e anche a questo servono le linee guida promosse dalla Cei in materia di investimenti etici e sostenibili, che sono state approvate lo scorso marzo.
La Conferenza episcopale italiana ha voluto presentarle a Palazzo Mezzanotte per sottolineare "il forte impegno della Chiesa per l'utilizzo etico delle risorse che abbiamo a disposizione", rimarca l'economo don Claudio Francesconi. Non è la prima volta che un esponente dei vertici della Chiesa parla nella sede della Borsa Italiana. Nel 2014 l'allora arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, era stato invitato dalla Consob a tenere un discorso in occasione dell'incontro annuale con il mercato finanziario. E le sue parole avevano lasciato il segno: "Bisogna fare in modo che nascano settori etici nella finanza e nell'economia e ancora di più che tutta l'economia e la finanza siano etiche".
Un filo rosso ripreso anche da Zuppi nel suo intervento, soprattutto quando ha rimarcato che "qualche volta la finanza può diventare un vortice, pericoloso", quando c'è "azzardo e non ci si assume il rischio". Ed è già accaduto che sia "andata a sbattere".
La parola chiave è "responsabilità e mettere al centro il perché". La Cei con le sue linee guida punta a indicare a tutti come si può investire in modo etico e sostenibile. In tempi di conflitti il focus è anche sulle armi e la difesa, un settore su cui si dovrebbe rinunciare ad investire. "La Chiesa per forza è contro il riarmo, è chiaro che è per la sicurezza e non c'è dubbio - conclude Zuppi - ma se c'è un riarmo senza un investimento anche economico nel dialogo, è veramente pericoloso".
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