Cronaca di una serata pesante a San Siro, dal sostegno iniziale ai fischi a Champions sfumata
Lo schiaffo fa ancora più male quando ormai pensi di non riceverlo più. Sì, c’era comunque una cospicua percentuale di tifosi che – legittimamente – non si fidava di questo Milan e della palla match semplicemente da mettere a terra dopo la vittoria di Genova. Ma dopo il gol di Saelemaekers anche i più pessimisti hanno iniziato a rilassarsi almeno un po’. Errore. San Siro in questa serata che aggiunge dolore europeo al termine di un’annata già senza Europa, ha vissuto una serata in centrifuga e ha fatto un po’ di tutto. Ha fischiato, ha applaudito, si è messo le mani nei capelli, ci ha creduto, ha contestato, ha sperato inutilmente nel miracolo. Ma i primi fischi, già a un volume importante, erano arrivati anche alla fine del primo tempo, di fronte a un 1-1 che strideva con le esigenze di classifica e l’atteggiamento dei giocatori. Troppo blando e rinunciatario per una squadra obbligata a vincere.
NESSUNA UTILITà
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La Sud è stata coerente con il fil rouge delle ultime partite: tifo e sostegno, sì, ma contestazione allo stesso tempo. Iniziata già prima della partita fuori dallo stadio (anche perché all’interno la curva deve osservare diversi divieti). Poi, i consueti cori all’indirizzo di Cardinale e dell’a.d. rossonero Furlani. Una presa di posizione dalla quale, agli occhi della tifoseria più calda, si salvano soltanto Allegri e Tare, giudicati delle "vittime". E pensare che nel prepartita c’erano anche stati gli applausi del Meazza per Leao, inquadrato mentre faceva il riscaldamento. Pareva un segno di buon auspicio – e per gli amanti delle fiabe, Rafa che magari segnava il gol Champions era sicuramente uno dei finali migliori -, frantumatosi poi in un secondo tempo nel quale il portoghese non ha mostrato cenni di miglioramento rispetto alle apparizioni precedenti: del tutto privo di utilità. Durante il riscaldamento c’erano stati anche diversi cori dedicati a Modric – l’unico giocatore chiamato dalla curva ad personam -, che ha ringraziato con orgoglio. E tutti a pensare: dai che Luka resta, con la Champions sceglierà di rimanere con noi.
RIVOLUZIONE
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Già. Lo ha detto anche Tare nel prepartita, ma ora? Modric è entrato nella ripresa, il Meazza con lui ha avuto l’ultimo sussulto di speranza. Ovazione quando ha messo piede in campo, poi, con lo scorrere del cronometro, i cori hanno preso l’indirizzo del repertorio più classico quando le cose naufragano: andate a lavorare, tirate fuori gli attributi, eccetera eccetera. Quando Guida ha fischiato la fine molti giocatori rossoneri si sono accasciati a terra, sconfortati. Il Meazza s’è svuotato in fretta, Ibra ha lasciato la sua postazione in tribuna per spostarsi verso il parcheggio scortato dalla security rossonera.

