L'agenzia spaziale americana ha svelato l'equipaggio della prossima missione Artemis III. Per la prima volta un astronauta europeo a bordo. Lo sbarco sulla Luna slitta al 2028.
La NASA ha annunciato ufficialmente i quattro membri dell'equipaggio di Artemis III, la missione pianificata per il 2027. La novità principale per l'Italia e l'Europa è la nomina dell'astronauta dell'ESA Luca Parmitano nel ruolo di pilota. Si tratta della prima volta in assoluto per un astronauta europeo in una missione del programma lunare Artemis.
Insieme al colonnello italiano, l'equipaggio sarà composto dal comandante statunitense Randy Bresnik e dagli specialisti di missione Frank Rubio (detentore del record USA di permanenza orbitale con 371 giorni) e Andre Douglas. L'astronauta Bob Hines è stato designato come riserva.
Cambio di programma: test in orbita terrestre, lo sbarco slitta al 2028
Contestualmente alla nomina dell'equipaggio, la NASA ha ufficializzato una sostanziale modifica del piano di volo. Artemis III non eseguirà più l'allunaggio umano al Polo Sud, che viene ufficialmente posticipato al 2028 con la missione Artemis IV.
Il volo del 2027 rimarrà in orbita terrestre bassa (LEO) e fungerà da cruciale banco di prova per testare le capacità di rendezvous e aggancio (docking) tra la navetta Orion e i prototipi dei lander commerciali sviluppati dai privati. «Artemis III dimostrerà la potenza dell'innovazione americana e della partnership internazionale, testando complesse operazioni di attracco prima di spingerci più a fondo nel sistema solare», ha dichiarato l'amministratore della NASA Jared Isaacman.
La timeline della missione: il doppio aggancio in orbita LEO
La missione richiederà una precisa coordinazione di lanci ravvicinati e si articolerà in tre fasi principali:
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Lancio del lander Blue Origin: l'azienda di Jeff Bezos lancerà per prima una versione dimostrativa (pathfinder) del proprio lander Blue Moon, capace di sostare in orbita per diverse settimane in attesa dell'equipaggio (Qui l'articolo sull'esplosione del mega razzo New Glenn di Blue Origin in un test statico a maggio 2026).
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Aggancio Orion - Blue Origin: la NASA lancerà l'equipaggio a bordo di Orion tramite il razzo SLS. Una volta in orbita bassa LEO, gli astronauti eseguiranno il docking con il lander di Blue Origin, rimanendo agganciati per circa due giorni per testare software, propulsione e interfacce, inclusa l'introduzione dei membri dell'equipaggio nel lander.
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Aggancio Orion - Starship (SpaceX): completati i test, Orion si sgancerà per attendere il prototipo della Starship di SpaceX. Le due navette rimarranno connesse per circa un giorno per i check-out tecnici dedicati.
L'equipaggio di Artemis III posa per il ritratto ufficiale (da sinistra: Andre Douglas, Luca Parmitano, Randy Bresnik, Frank Rubio). © NASA/Bill Stafford
Al termine delle operazioni, la cui durata complessiva stimata è di circa due settimane, la capsula Orion effettuerà il rientro atmosferico con ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
Stato dei lavori e contributo europeo
I preparativi tecnici procedono in parallelo all'addestramento dell'equipaggio. Entro l'estate i tecnici della NASA collegheranno il modulo dell'equipaggio di Orion con il Modulo di Servizio Europeo (ESM) fornito dall'ESA (con struttura realizzata in Italia e assemblaggio finale in Germania), che ospiterà per la prima volta il sistema di aggancio attivo. Presso il Kennedy Space Center inizierà inoltre l'assemblaggio dei segmenti dei booster del razzo SLS e l'installazione dei quattro motori RS-25 sullo stadio centrale.
Qui sotto una nostra intervista realizzata a gennaio 2026, in cui parlammo con Luca Parmitano della (allora) imminente missione Artemis II:



