I riformisti del Pd: 'Condanniamo Netanyahu ma non isoliamo Israele'

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Il disagio di una parte del Pd verso il clima sempre più polarizzato sul conflitto israelo-palestinese è evidente, così come la sensazione che dentro il centrosinistra si stia restringendo lo spazio per una posizione che provi a tenere insieme la condanna dell'invasione di Gaza e della destra israeliana con la difesa del dialogo con Israele e della prospettiva "due popoli due Stati". È il filo che attraversa l'assemblea nazionale di 'Sinistra per Israele' a Milano a cui hanno partecipato alcuni esponenti dell'area riformista dem.

Una differenza che emerge anche rispetto alle parole della segretaria Pd Elly Schlein, che nei giorni scorsi aveva definito Ben Gvir "non l'eccezione ma la regola del governo israeliano".

Nell'assemblea milanese, invece, si critica Benjamin Netanyahu e la destra nazionalista israeliana senza però identificare mai Israele con il suo governo. "Quelle immagini non rappresentano l'Israele che noi difendiamo. Sono estranee ai valori di Israele", dice Emanuele Fiano, che è anche presidente di Sinistra per Israele oltre che storico esponente del Pd, riferendosi alle immagini degli attivisti della Freedom Flotilla arrestati mentre Ben Gvir sorride davanti alle telecamere.

Fiano torna anche sulle contestazioni del 25 aprile milanese: "Non ho provato paura fisica ma la sensazione di essere diventato estraneo a una parte del mondo politico dentro al quale io ho vissuto: quello dell'antifascismo". Per lui "una parte della sinistra ha smesso di leggere il conflitto nell'ottica di tutta la storia. Si parla di oppressori e oppressi e si perde la complessità".

In videocollegamento interviene anche la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno: "Condanniamo politicamente Netanyahu e la sua destra fascista e illiberale, ma non isoliamo Israele". Poi il passaggio sull'antisemitismo: "Siamo al 'non sono antisemita, ma…'. Ed è dentro quel 'ma' che si annida il veleno".

Sul tema insiste anche Luciano Belli Paci, figlio della senatrice a vita Liliana Segre: "Le azioni del governo e dell'esercito israeliano non rappresentano la causa, ma l'occasione per la riemersione di un antisemitismo preesistente". Per questo, osserva, "una cosa è il governo di Israele e un'altra cosa è lo Stato di Israele, una cosa è il popolo israeliano e un'altra cosa sono gli ebrei nel mondo".

Nella sala milanese siedono anche alcuni dei consiglieri comunali dem che nei giorni scorsi hanno votato contro la sospensione del gemellaggio Milano-Tel Aviv. Una linea difesa anche dalla deputata Lia Quartapelle, che rivendica il ruolo di Milano "per una conferenza di pace dei sindaci" e prende le distanze dalla proposta di interrompere il gemellaggio, definita "una cultura che vuole censurare iniziative di incontro".

"Il nostro deve essere un ruolo che nutre una cultura di pace, una cultura del riconoscimento dell'altro. Mi dispiace dire che su questo nel Pd resta ancora molto lavoro da fare". Per Quartapelle "si sono fatti purtroppo dei passi indietro rispetto agli anni passati, in cui la possibilità del dialogo era contemplata anche all'interno del partito. Oggi non è così".
 
   

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