Sale la tensione nella Capitale in vista della giornata del 13 giugno, quando a distanza di poche ore si svolgeranno tre mobilitazioni contrapposte: da una parte il corteo degli studenti e dei collettivi contro "guerra, razzismo e sfruttamento", diretto verso il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini; dall'altra la manifestazione e la contro-manifestazione sulla Remigrazione.
Un clima di forte contrapposizione che oggi ha avuto un primo assaggio all'università La Sapienza, dove sono stati bruciati alcuni manifesti con il volto del vicepremier e leder leghista, durante un presidio alla Minerva.
L'iniziativa è stata organizzata dagli studenti di Cambiare Rotta: "Dalla Sapienza un segnale chiaro", hanno affermato, spiegando che gli universitari, sabato alle 14.30, partiranno da piazzale del Verano e andranno verso il ministero di Salvini, indicato come "volto e responsabile delle politiche razziste e securitarie", con una parola d'ordine: "Respingiamoli".
Immediata la replica del leghista: "C'è chi sceglie il confronto e chi, invece, preferisce l'insulto e arriva persino a bruciare le immagini di chi la pensa diversamente", ha osservato Salvini, che ha aggiunto: "Non mi faccio intimidire da questi gesti. Avanti, con ancora più determinazione".
L'episodio ha suscitato la condanna unanime della maggioranza al governo. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso la sua "ferma condanna" per il "gesto inaccettabile" e ha rivolto a Salvini "solidarietà" e "vicinanza personale e istituzionale". Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato che "bruciare immagini o ricorrere a gesti intimidatori non è mai un modo accettabile di manifestare le proprie idee", mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di un "gesto inaccettabile" da condannare con "estrema fermezza".
Sottolineata la gravità dell'accaduto anche dal senatore della Lega e ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli, secondo cui quello compiuto dagli studenti rappresenta "un incitamento all'odio e alla violenza". Della stessa linea i ministri Matteo Piantedosi e Giuseppe Valditara. Netta la condanna anche della titolare del Mur: "Quanto accaduto oggi alla Sapienza è incompatibile con l'idea stessa di università", ha chiosato Anna Maria Bernini.
Per la giornata del 13 giugno, non sfileranno solo gli studenti. Si prevedono infatti altri due cortei contrapposti nelle strade della Capitale. Il Comitato Remigrazione e Riconquista, di cui è esponente, tra gli altri, anche il portavoce di CasaPound Luca Marsella, ha convocato la partenza alle 15 da piazza della Libertà, ribadendo che l'iniziativa punta a dare "il massimo slancio istituzionale" a una proposta di legge di iniziativa popolare che avrebbe già superato le firme necessarie per il deposito in Parlamento.
L'iniziativa ha da subito suscito polemiche. E nei giorni scorsi Cgil Roma e Lazio, assieme a diverse realtà antifasciste, tra cui Pd Roma, Anpi, M5S Roma, Libera Lazio e altre sigle, hanno chiesto al prefetto di Roma e al sindaco Roberto Gualtieri di impedire lo svolgimento della manifestazione, definendo la remigrazione una proposta "razzista e xenofoba". Lanciando quindi la contro manifestazione al Colosseo, sempre per sabato pomeriggio.
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