Famiglia nel bosco, Pillon: "Contestiamo valutazioni ctu, condizioni allontanamento sono venute meno"

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Nel procedimento davanti al Tribunale per i Minorenni dell'Aquila, la consulente tecnica d'ufficio Simona Ceccoli ha ribadito la contrarietà a un rientro immediato dei bambini nel nucleo familiare, pur auspicando un "precoce e positivo ricongiungimento" nell'interesse dei minori

La vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli registra un nuovo sviluppo. Nel procedimento davanti al Tribunale per i Minorenni dell'Aquila, la consulente tecnica d'ufficio (Ctu) Simona Ceccoli si è detta contraria a un "rientro immediato dei bambini in famiglia", pur auspicando un "precoce e positivo ricongiungimento" nell'interesse dei minori. Un passaggio accolto con favore dall'avvocato della famiglia, Simone Pillon, che ha sottolineato come la stessa consulenza evidenzi in più punti l'opportunità di favorire il ritorno dei figli ai genitori nel più breve tempo possibile.

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"La consulente tecnica d'ufficio ha espresso alcune valutazioni che ovviamente noi non abbiamo condiviso e che contesteremo, abbiamo già contestato in parte con le repliche, ma sono piacevolmente sorpreso da questa parola, 'precoce', che mi trova molto d'accordo. Devo dire che in queste repliche, per tre volte la Ctu racconta l'opportunità di questo rientro il prima possibile", afferma Pillon intervenendo a '5 minuti', in onda intorno alle 20.35 su Raiuno dopo il Tg1 e, successivamente, a 'Porta a Porta'.

Sul fatto che, poi, i figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, dovranno fare anche gli esami nella scuola pubblica, Pillon chiarisce che "gli esami saranno fatti a fine mese di giugno" e che "la Ctu individua un percorso, che peraltro noi abbiamo già anticipato". Quanto ai genitori, assicura il legale, "stanno seguendo un percorso di sostegno alla genitorialità, hanno fatto il trasloco nella nuova casa messa a disposizione dal comune e quindi sono venute meno tutte le condizioni che avevano portato all'allontanamento".

Per Pillon "nella vicenda credo sia mancato un bilanciamento; andava bilanciata la fatica e la sofferenza dei bambini ad essere allontanati dalla casa rispetto alle criticità che erano state riscontrate; in questa vicenda è mancato questo bilanciamento e quindi, fin dall'inizio, secondo il nostro modo di vedere, dovevano essere privilegiate altre vie, come il sostegno alla genitorialità, l'accompagnamento e tutto quanto c'è di supporto, senza andare a togliere i figli dalla famiglia". "Questo -aggiunge Pillon- è il nostro punto di vista. Ora, mi auguro, siamo ormai in corsia di sorpasso e le parole della Ctu, che auspica un precoce rientro a casa, a me piacciono moltissimo".

Secondo quanto afferma lo psichiatra Tonino Cantelmi che, insieme alla psicoterapeuta Martina Aiello, ha firmato la consulenza di parte, o anche “note critiche”, nell’ambito del procedimento, "al di là della qualità scientifica della consulenza – basta considerare la proprietà di linguaggio, l’ostinazione con cui vengono scambiati libri e teorie per evidenze scientifiche e la definizione dei bambini come immaturi senza averli mai visitati – la Ctu Simona Ceccoli, incalzata dalle criticità da noi rilevate e alle quali ha risposto in modo difensivo, è stata costretta ad ammettere che, per il reale benessere dei minori, i genitori devono essere loro restituiti. Ormai non c’è più alcun esperto che metta in dubbio questa necessità".

Il documento, composto da oltre 300 pagine, contesta punto per punto le conclusioni della consulente tecnica d’ufficio Ceccoli. Secondo i consulenti di parte, le conclusioni della Ctu sarebbero basate su valutazioni "ipotetiche e probabilistiche", prive di adeguati riscontri clinici diretti e fondate su un impianto metodologico ritenuto insufficiente. Ieri è arrivata la replica della consulente tecnica che, come reso noto anche dall’avvocato della famiglia, Simone Pillon, auspica "un precoce e positivo ricongiungimento della famiglia, nell’interesse dei minori e del recupero delle relazioni familiari".

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