Cairo a Pila per lo show del Giro: "Vingegaard il più forte ma lo spettacolo sono i tifosi"

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Il presidente Rcs ha seguito gli ultimi 15 chilometri della tappa valdostana: "Molto bene i nostri Davide Piganzoli e Giulio Pellizzari"

Venerdì Urbano Cairo aveva seguito nella macchina del direttore di corsa Stefano Allocchio i primi 60 chilometri della Alessandra-Verbania, tappa numero 13 del Giro d’Italia poi vinta con un grande assolo nel finale da Alberto Bettiol. Mentre per la Aosta-Pila di ieri "volevo venire, poi non stavo venendo, ma alla fine mi sono detto che non potevo mancare — ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Rcs Mediagroup —. Così mi sono organizzato e sono arrivato verso le 16, salendo ancora sull’ammiraglia di Allocchio per seguire dal vivo gli ultimi 15 chilometri. Bellissimi". Si sono rivelati, come era lecito attendersi, quelli decisivi, culminati con l’affondo di Jonas Vingegaard, che si è preso il terzo successo di tappa e la maglia rosa. "Abbiamo visto il recupero progressivo su chi era in fuga, e poi il danese che è andato via verso il successo. Ma mi ha fatto anche piacere vedere i nostri che hanno fatto molto bene. Penso a Davide Piganzoli, a Giulio Pellizzari". 

momenti

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La corsa della Gazzetta sta entrando nella fase decisiva: Jonas Vingegaard ci arriva al comando, era il favorito alla partenza di Nessebar, in Bulgaria, e a maggior ragione lo è adesso. Ma è presto per dire che i giochi siano fatti, che il finale della storia sia stato già scritto, come sottolinea Cairo che sul podio ha partecipato alla premiazione proprio di Vingegaard: "Ho visto che Eulalio adesso è a 2’26”, Gall a 2’50”. Poi Pellizzari ha recuperato delle posizioni ed è sesto, oltre a essere in corsa per la maglia bianca dei giovani che è sempre un bell’obiettivo. Mi sembra che si stia riprendendo bene rispetto alla crisi che ha avuto. E poi, ancora una volta, ho visto tantissima gente in strada per vedere il Giro, a volte addirittura quasi troppo vicina ai corridori. Incredibile". L’edizione 109, che si concluderà a Roma – per la quarta volta consecutiva, non era mai successo – domenica 31 maggio in Via del Circo Massimo, è costantemente accompagnata da entusiasmo e interesse. "Sì, è così. E poi, è vero che Vingegaard sta dimostrando di avere una marcia in più, ma devo dire che Gall ha tenuto bene, non ha perso tantissimo. Non dimentico neppure Hindley, che un Giro l’ha già vinto e ha fatto una gran gara". 

Prospettiva

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Per la quindicesima frazione, oggi, la corsa si prepara a riabbracciare Milano dopo cinque anni: "Io sono molto contento di questo ritorno. Da quando sono a capo di Rcs e organizzo il Giro (dall’edizione del 2017, ndr) abbiamo fatto tre grandi arrivi a Milano, con l’ultima tappa. E sì, è bello ritrovare Milano con una giornata comunque importante come quella che ci attende. Capita di domenica, in più, e la cosa può aiutare l’accoglienza alla corsa dei milanesi". 

Confronto

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La tappa, ipotizzando una media di 47 all’ora — il percorso è completamente pianeggiante — si concluderà attorno alle 17.15, e poi ci sarà un altro appuntamento particolarmente sentito da Cairo, da presidente del Torino: alle 20.45 è in programma, per l’ultima giornata della Serie A, il derby con la Juventus all’Olimpico Grande Torino: "Sì. Per la tappa, penso di essere presente anche alla partenza da Voghera prima di vedere il gran finale a Milano. Quanto al derby, è una partita di grande 'voglia', una partita in cui la voglia fa la differenza". Un’emozione diversa rispetto a quella del Giro d’Italia "che ti viene dai luoghi, dalle persone, dagli sforzi che fanno i corridori. Il Torino... è veramente troppo una cosa emozionale, viscerale".

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